Implantologia Carico Immediato
Il carico immediato è una tecnica implantologica che permette al paziente ... SEGUE

Implantologia Transmucosa
E' una tecnica implantologica mini invasiva che permette, in taluni casi, l'inserzione di impianti senza ... SEGUE

Implantologia Computer Guidata
Per meglio ottemperare alle nuove e cambiate richieste di implantologia dei giorni d’oggi, oltre alla implantologia tradizionale ,a quella a carico immediato , a quella transmucosa ,lo studio si e’ attrezzato per esguire la chirurgia implantare computer guidata ... SEGUE


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Queste sono le terapie che siamo in grado di offrire ai nostri pazienti

Le terapie odontoiatriche sono terapie mediche e in quanto tali vanno programmate per non arrecare danno al paziente, studiando le sue condizioni cliniche.
La raccolta dei dati medici generali del paziente (anamnesi), seguita da un esame completo dei denti, delle gengive e della bocca per cercare segni di malattie o altri problemi (esame obbiettivo), sono quindi due punti fondamentali che devono essere sempre affrontati prima di qualsiasi manovra clinica.

IGIENE ORALE CONSERVATIVA ENDODONZIA IMPLANTOLOGIA PARODONTOLOGIA
CHIRURGIA ORALE ESTETICA DENTALE ORTODONZIA PROTESI GNATOLOGIA

IGIENE DENTALE
E' eseguita dal dentista o dell'igienista dentale ed è fondamentale per mantenere in salute i denti e le gengive e per eliminare placca, tartaro e macchie.
Solo in queste condizioni sarà possibile effettuare una corretta visita e completare il quadro diagnostico ed il piano cura del paziente.

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CONSERVATIVA
L'odontoiatria conservativa si occupa della restaurazione di denti che presentano, conseguentemente a carie o traumi, lesioni dello smalto e (in alcuni casi) della dentina.
Il termine conservativa indica proprio l'obbiettivo di conservare il dente.
Nel caso di piccole o medie lesioni si procede con una tecnica diretta. Tale tecnica consiste nella preparazione della cavità nel dente e nella conseguente otturazione in un'unica seduta.
Nel caso di eccessiva perdita di sostanza dentale si procede con la tecnica indiretta.
In questo caso l'odontoiatra prepara la cavità e ne rileva l'impronta, successivamente tale impronta viene inviata ad un odontotecnico specializzato nella costruzione di protesi.
Il prodotto dell'odonto-tecnico (intarsio) verrà utilizzato dall'odontoiatra per la chiusura della cavità.
In entrambi i casi, la preparazione del dente consiste dell'asportazione dello smalto o della dentina interessati dalla carie e dalla successiva modellazione della cavità affinchè risulti estremamente ritentiva nei confronti del materiale utilizzato per l'otturazione.

Fino a qualche anno fa il materiale utilizzato per interventi di odontoiatria conservativa era l'amalgama d'argento.
Tale materiale è stato ora quasi completamente rimpiazzato dai cosiddetti materiali compositi, per vari motivi:
  • L'utilizzo di materiali quali resine composite permettono la preparazione di una cavità meno ampia, e quindi più conservativa, rispetto all'amalgama d'argento perche' tali materiali sono 'adesivi'.
  • L'amalgama d'argento è stata messa sotto accusa per una presunta tossicità del mercurio e dei metalli presenti al suo interno; c'è da sottolineare che tale tossicità non è stata mai provata scientificamente in modo inconfutabile, sebbene numerosissimi studi indichino come altamente dannosi gli effetti del rilascio di tali sostanze nella saliva.
  • L'estetica e' sicuramente un altro buon motivo per preferire i compositi all'amalgama,infatti sono materiali che hanno gli stessi colori dei denti.


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ENDODONZIA
Quando la carie e' troppo profonda ed è arrivata ad interessare la polpa dentale, comunemente chiamata nervo del dente, prima di fare l'otturazione si deve accorrere a una cura canalare (devitalizzazione). Tale trattamento può anche essere necessario in caso di frattura dentale, traumi violenti o rifacimento di vecchie terapie endodontiche eseguite con modalità o sostanze inidonee andate incontro a recidiva: si parla, in questo caso, di ritrattamento.
L'infiammazione, acuta o cronica che sia, si può propagare, attraverso la polpa dentaria, anche al di fuori della radice dentaria per poi diffondersi all'osso alveolare circostante; la diffusione dell'infiammazione porta alla formazione di lesioni definite ascesso o granuloma.
In questi casi la terapia endodontica è più complessa, e ci si avvale della terapia farmacologia con antibiotici.

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IMPLANTOLOGIA
L'implantolgia, nata in origine per sostituire un singolo dente, grazie alle moderne tecniche è ora ingrado di riabilitare intere arcate, aiutando i pazienti edentuli (completamente senza denti) o parzialmente edentuli.

La terapia implantare è un tipo di trattamento che combina una fase chirurgica ad una protesica.
L'impianto è una vite in titanio che, dopo essersi osteointegrata, ovvero legatasi all'osso irreversibilmente, viene caricata con una corona dentaria (di solito in porcellana) oppure puo' servire come ancoraggio per una protesi fissa o rimovibile.

Il ricorso ad un impianto può essere effettuato in qualsiasi momento, anche a distanza di anni dall'estrazione del dente;
grazie ad avanzate tecniche chirurgiche, è possibile eseguire impianti in pressochè tutte le condizioni ossee, anche in casi in cui lo spessore residuo dell'osso possa sembrare insufficiente a garantire una corretta stabilità.

Il materiale utilizzato per questo tipo di interventi è il titanio.

Tale metallo è caratterizzato da un'alta tollerabilità da parte dell'organismo.
Non comporta rischi di rigetto in quanto non va a stimolare alcuna reazione immunitaria da parte del tessuto ricevente.
Con un processo che richiede dai quattro ai sei mesi a seconda della sede di inserzione, viene inglobato dall'osso: tale processo è chiamato osteointegrazione.

L'intervento viene effettuato ambulatorialmente, in anestesia locale, ed è indolore;
la percentuale di riuscita è davvero alta, circa 97-98% dei casi.

Gli insuccessi possono capitare nell'arco dei due mesi successivi all'intervento ed è comunque un processo indolore che si risolve nella completa guarigione del sito, che successivamente può essere rioperato senza problemi.

Le varianti dell'implantologia sono numerose:

(es 1) impianti post-estrattivi (dove nella stessa seduta viene estratto il dente malato o fratturato e inserito l'impianto).
(es 2) impianti sommersi (nel caso in cui durante l'intervento non ci sia una buona stabilita' primari, l'impianto viene coperto con la gengiva e lasciato guarire dai quattro ai sei mesi).
(es 3) a carico immediato (nel caso in cui durante l'intervento si ha una buonissima stabilita' dell'impianto quest'ultimo puo' essere caricato immediatamente con un provvisorio).

Anche i tempi di realizzazione della protesi ed i costi sono variabili a seconda del numero di impianti inseriti e dal tipo di protesi inserita.
Rimane, pertanto, di fondamentale importanza una visita accurata con l'ausilio di radiografie endorali, panoramiche ed evuntualmente di una etc.

L'implantologia dentale corona il sogno comune degli operatori dentali e dei pazienti: ricostituire il patrimonio di denti perduti in modo pressochè analogo a quello naturale ,senza più ricorrere a fastidiose protesi rimovibili (cosiddette protesi mobili conosciute come dentiere o scheletrati) o a protesi fissate ai denti prossimi a quelli persi con parziale demolizione di questi ultimi (i cosiddetti ponti).
Contrariamente ad una credenza tuttora comune nella maggioranza dei casi, l'intervento di implantologia dentale non è difficile nè doloroso o costoso e presenta una percentuale di successo molto elevata, non comune in medicina.
Viceversa solamente in alcuni casi l'intervento sarà più complesso e per questo meritevole di una attenta considerazione per evitare rischi d'insuccesso.

L'implantologia dentale consiste nell'inserimento nell'osso mascellare o mandibolare (privo del dente naturale), di pilastri che, una volta integrati nell'osso stesso, potranno supportare un dente artificiale idoneo a svolgere la sua funzione.

Come è fatto un impianto dentale?

I pilastri in titanio sono oggi per lo più conici o cilindrici, di varia lunghezza e diametro per potersi adattare alle diverse configurazioni dell'osso disponibile al loro inserimento.
Sono costruiti in titanio, metallo di larghissimo uso in chirurgia per la sua neutralità biologica che ne assicura l'accettazione da parte dell'organismo.

La loro superficie è trattata in modo da facilitare la possibilità di OSTEOINTEGRAZIONE (ovvero dell'incorporamento totale nella compagine ossea): il rigetto in implantologia dentale non esiste, non essendoci alcuna possibilità di reazione immunologica sfavorevole, come succede nei trapianti eterologhi in altre parti del corpo.
Gli impianti dentali devono essere prodotti e confezionati a norma di legge europea e vengono pertanto accompagnati da un certificato che può essere visionato e conservato dal paziente.
I migliori impianti moderni sono accessoriati con un ricco corredo di connettori al dente artificiale che sorreggeranno, in modo da assicurare oltre che una detergibilità perfetta anche un'estetica ottimale rispetto al contorno gengivale sottostante.

Quest'ultimo fattore è determinante per un buon esito dell'intervento nelle zone scoperte del sorriso.
A seconda delle situazioni e del modello di impianto l'intervento chirurgico vero e proprio può essere effettuato in un solo tempo, lasciando una piccola porzione dello stesso, che poi servirà di connessione al dente, al di fuori della gengiva o in due tempi, cioè sommergendo completamente l'impianto al di sotto della gengiva e successivamente a diastanza di qualche mese mediante una piccola incisione gengivale ,si esporrà nel cavo orale la parte più esterna dell'impianto al fine di connetterla ad un dente.

Quindi si parla nel primo caso di immersione parziale e nel secondo di immersione totale, sottintendendo che ci si riferisce al tessuto gengivale perchè è ovvio che l'immersione endossea c'è sempre e comunque.
Dopo l'intervento chirurgico occorre aspettare un tempo variabile e comunque non superiore a quattro mesi per poter procedere alla protesizzazione, ovvero al carico implantare con un dente artificiale.
La connessione può avvenire in varie modalità, a seconda del tipo d'impianto, delle necessità del paziente, delle abitudini del protesista e consiste per lo più in avvitamento o cementazione.

Controindicazioni all'intervento d''implantologia dentale

Dopo quanto suddetto bisogna chiarire i principali motivi per cui un intervento impiantare è fallibile o addirittura controindicato.

a) Non devono sottoporsi a implantologia dentale pazienti che non siano stati educati con successo ad un elevato tenore di igiene orale domiciliare, nè parimenti che non acconsentano ad un controllo professionale cadenzato della loro igiene(NORMALMENTE OGNI SEI MESI). Questo perchè la resistenza all'infezione causata dalla placca batterica di un'unità implantoprotesica è molto minore che per un dente naturale essendo diverso il loro relativo apparato di sostegno. La radice di un dente naturale è infatti connessa con l'osso attraverso la mediazione del LEGAMENTO PARODONTALE, assente invece lungo il cilindro di titanio che per l'appunto si osteointegra cioè si raccorda direttamente all'osso. L'osso di sostegno dentale e implantare è particolarmente vulnerabile alle infezioni ma, nel caso degli impianti, viene difeso solo dalL' EPITELIO gengivale per la mancanza del legamento parodontale costituito da un resistente tessuto connettivale. Sempre per lo stesso motivo la placca batterica, una volta passata la porta gengivale si propaga rapidamente lungo l'impianto diffondendo l'infezione all'osso più profondo. La biologia della resistenza all'infezione è quindi in linea di principio più sfavorevole, anche se alcune ricerche hanno suggerito che i germi in causa siano diversi per denti e per impianti e che non ci sia correlazione DIRETTA per esempio tra pregressa MALATTIA PARODONTALE e rischio implantologico. In attesa che la ricerca,molto attiva in questo campo, ci dia risultati più definitivi e sicuri, è lo stesso buon senso comune ad imporre il massimo rispetto igienico di un implantoprotesi.

b) Non devono sottoporsi ad implantologia pazienti affetti da malattie sistemiche, tripo il diabete non compensabile con terapie appropriate,oppure con disturbi della coagulazione o sottoposti a radioterapia. L'osteoporosi generalizzata non è una controindicazione assoluta perchè in realtà la mandibola è per lo più risparmiata da questa patologia.

Fin dall'antichità si è cercato di sostituire i denti mancanti mediante l'inserimento nell'osso di radici artificiali che consentissero il sostegno di un dente. L'implantologia meno recente ha utilizzato impianti di forme varie con lo scopo di assicurare sempre maggiore stabilità nelle diverse zone delle ossa mascellari prive di denti: viti, lame, aghi, dischi, griglie, cilindri e costituiti da materiali diversi, secondo quelle che erano le conoscenze del tempo. Oggi, la moderna implantologia, sostenuta da una rigorosa ricerca scientifica, ha dimostrato che la forma più idonea per un impianto è quella che simula la radice di un dente naturale, che presenta delle spire tipo vite sulla sua superficie, per assicurare quella stabilità primaria di tipo meccanico essenziale all'integrazione dell'impianto nell'osso.

La ricerca scientifica ha dedicato la sua attenzione non solo al miglioramento della forma degli impianti, ma anche, ed in particolare, ai materiali costituenti e alla superficie che va a contatto con l'osso. L'impianto a vite con forma radicolare può essere di varia lunghezza e diverso diametro per poter utilizzare la maggior quantità di osso disponibile.

Il materiale per implantologia oggi utilizzato e accettato dalla comunità scientifica internazionale è il titanio, un biomateriale.

Per l'utilizzazione di un biomateriale in implantologia sono necessarie due condizioni: la biocompatibilità e le caratteristiche meccaniche.

Il titanio offre sia una buona biocompatibilità, in quanto bioinerte sia un'ottima resistenza al carico e alla corrosione.

Negli anni 70-80 gli studi scientifici ci hanno fatto comprendere la relazione intima tra osso e impianto ed è stato coniato il termine osteointegrazione, che sta a significare quel contatto diretto tra osso ricevente e il titanio.

La superficie dell'impianto è stato oggetto di studio negli anni '90 e i ricercatori hanno cercato di dare una risposta alle esigenze di una migliore integrazione tra vari tessuti ossei e superfici implantari.

Il risultato è stato quello che gli impianti di titanio con la superficie ruvida, particolarmente trattata e preparata, rispondevano con maggiore successo rispetto a quelli in titanio con superficie liscia, specialmente nell'osso più "tenero" o di qualità inferiore.

Tutte queste conoscenze ci consentono di poter affermare che gli impianti dentali possono essere applicati in assenza di "rigetto", in quanto non esiste reazione immunologica avversa, e con grande predicibilità, con successi chirurgici vicini al 100% grazie alle nuove superfici trattate.

Durata dell'impianto dentale

L'intervento d'implantologia ha successo quando l'impianto si integra nell'osso e la protesi viene correttamente costruita e rimane stabile e funzionante nel tempo.

L'osso di sostegno degli impianti va incontro ad un fisiologico riassorbimento di circa 0,2 mm l'anno. In odontoiatria tutti i successi hanno un termine temporaneo e questo è dovuto ai meccanismi di usura dei manufatti protesici e dei materiali che si trovano all'interno del cavo orale. Quando determinate condizioni sono soddisfatte, come protesi adeguata, igiene perimplantare e controlli periodici, otteniamo, e possiamo prevederlo, un successo impiantare valutabile a 15-20 anni.

Questo risultato però deve essere mantenuto con un'ottima igiene orale, per evitare che i batteri della placca vadano a depositarsi intorno all'impianto e determinino sofferenza e perdita dell'osso di sostegno. La radice artificiale impiantata patisce gli effetti della placca batterica non meno di un dente naturale. Pertanto i controlli devono essere periodici nel tempo ed effettuati dal medico implantologo. L'impianto a differenza dei nostri denti naturali non fa male, e quindi i sintomi di eventuali infezioni ed infiammazioni possono passare inosservati e non essere avvertiti dal paziente se non quando diventano importanti. I controlli periodici, quindi, quando tutti gli altri fattori sono soddisfatti, servono a preservare e ad allungare la vita di un impianto avvicinandola a quella di un dente naturale.

Inserimento di un impianto

L'intervento per l'inserimento di un impianto viene eseguito in anestesia locale. Si effettua una piccola incisione sulla gengiva, dopodichè viene inserito l'impianto nell'osso e la gengiva richiusa con una sutura.

L'intervento dura circa 20 minuti per ogni singola radice artificiale impiantata e non comporta dolore. Al termine al paziente viene prescritta una cura di antibiotici e antinfiammatori per escludere infezioni e disagi postoperatori. E' anche possibile eseguire l'intervento con una blanda sedazione con protossido di azoto; questo rende il paziente più tranquillo pur se perfettamente sveglio e collaborante. La rimozione delle suture chirurgiche viene effettuata dopo circa una settimana dall'intervento.

Intervento in due fasi per favorire l'osteointegrazione

Secondo i protocolli della chirurgia impiantare a due fasi, dopo un periodo che varia dai 3 ai 6 mesi, a seconda della posizione degli impianti e della qualità ossea, si procede alla seconda fase chirurgica che prevede una piccola incisione sulla gengiva per scoprire l'impianto precedentemente "sepolto". Viene rimossa una piccola vite tappo sulla testa dell'impianto ed inserita una nuova che servirà a guidare la corretta guarigione della gengiva. Dopo un'ulteriore periodo di 2-3 settimane si procedere alla presa delle impronte e alla fabbricazione della corona definitiva che sarà costruita in materiale idoneo (ceramica, vetropolimero, resina) a soddisfare le esigenze della funzione masticatoria ed dell'estetica. Il periodo di attesa tra la prima e la seconda fase chirurgica (3-6 mesi) è necessario per l'osteointegrazione dell'impianto, processo biologico che riguarda la qualità dell'interfaccia che si viene a creare tra radice impiantata e osso. Dall'osteointegrazione dipende la stabilità dell'impianto, si tratta in sostanza dell'adesione dell'osso intorno alle spire dell'impianto.

Basi del successo implantare

L'implantologia moderna è ampiamente prevedibile; possiamo affermare che siamo in grado di raggiungere il successo nel 96-97% dei casi. E' importante però rispettare alcuni principi. Vediamo quali sono.

  • Diagnosi: effettuare una visita accurata valutando lo stato di salute generale e le condizioni locali.
  • Valutazione ossea locale: verificare se la qualità e la quantità dell'osso è sufficiente per l'inserimento di impianti.
  • Valutazione generale della bocca: indagare se ci sono patologie o malattie in corso o se l'igiene è buona.
  • Valutazione radiologica: analizzare le radiografie per accertarsi della reale qualità e quantità ossea e delle eventuali limitazioni anatomiche o patologie presenti.
  • Chirurgia: operare in sterilità (operatori, paziente, strumentario, ambiente).
  • Chirurgia: effettuare una chirurgia con minima invasività rispetto all'intervento da eseguire e con rispetto dei protocolli consolidati.
  • Materiali: utilizzare impianti che rispondano agli standard di qualità, sicurezza e garanzia.
  • Controlli: richiedere ed effettuare richiami periodici di controllo.
  • Protesi: applicare una protesi su impianti che soddisfi i criteri di occlusione, funzione, estetica e di carico.
Insuccesso degli impianti dentali

Gli impianti dentali falliscono raramente, semprechè l'operatore sia esperto e i materiali idonei, ma ci sono delle condizioni che possono determinare la mancata integrazione dell'impianto all'osso.

Le condizioni di rischio per gli impianti dentali sono determinate da fattori anatomici, come ad esempio poco osso che comporta la mancanza di stabilità primaria, o dall'utilizzo di impianti troppo corti. Oppure sono legate a pazienti con osso di scarsa qualità (osteoporosi), o a protesi o denti mal costruiti o incongrui, o ancora alla mancanza d'igiene adeguata del sito implantare da parte del paziente, fattore che nel tempo può compromettere la tenuta dell'impianto.

Il successo degli impianti dentali è quindi strettamente correlato alla conoscenza della materia ed implica perizia da parte dell'implantologo nel campo biologico, chirurgico e protesico.

Lo staff clinico deve essere esperto e ben organizzato in modo da assicurare al paziente:

sterilità e preparazione della sala operatoria, assistenza, efficienza chirurgica, richiami di controllo programmati; per questo gli insuccessi possono derivare anche da insufficiente organizzazione.

sterilità e preparazione della sala operatoria, assistenza, efficienza chirurgica, richiami di controllo programmati; per questo gli insuccessi possono derivare anche da insufficiente organizzazione.

Indicazioni e controindicazioni all'impianto

La moderna implantologia, con l'ausilio di materiali e superfici che riescono ad integrarsi con l'osso anche nelle condizioni meno vantaggiose, permette di risolvere quasi ogni caso di edentulia (mancanza di denti) sia parziale che totale. Tutti, praticamente sono soggetti che possono ricevere impianti.

La moderna implantologia, con l'ausilio di materiali e superfici che riescono ad integrarsi con l'osso anche nelle condizioni meno vantaggiose, permette di risolvere quasi ogni caso di edentulia (mancanza di denti) sia parziale che totale. Tutti, praticamente sono soggetti che possono ricevere impianti.

Esistono però delle controindicazioni, ovvero condizioni in cui viene sconsigliata l'implantologia, e queste possono essere assolute o relative, di carattere generale o locale, oppure temporanee o permanenti.

La storia clinica, attraverso un questionario sulla salute attuale e remota, darà al chirurgo implantologo tutte le informazioni per poter indicare o sconsigliare l'implantologia.

Devono essere esclusi, temporaneamente, tra i candidati all'implantologia tutti quei pazienti che non hanno una corretta igiene orale, fino a quando non ci sia un effettivo controllo della placca batterica.

Devono essere temporaneamente escluse le donne in gravidanza.

Devono essere esclusi i pazienti che hanno subito trattamenti radianti nel distretto facciale, quelli con diabete giovanile, quelli in corso di trattamento con farmaci immunosoppressori e anticoagulanti.

I pazienti con malattie cardiovascolari e portatori di protesi valvolari devono essere valutati dal cardiologo per il consenso all'implantologia.

Ai soggetti forti fumatori viene sconsigliata la chirurgia impiantare.

L'osteoporosi è una controindicazione relativa al trattamento d'implantologia, considerata la povera mineralizzazione ossea, e quindi la qualità, che viene valutata da caso a caso.

L'età, non è un limite di per sè , se non per gravi malattie sistemiche in atto.

Il bambino e l'adolescente, che hanno perduto i propri denti per cause traumatiche o per la loro mancanza fin dalla nascita (agenesia dentale) hanno invece una controindicazione assoluta fino a quando non sia terminata la crescita ossea, che non coincide nè con quella anagrafica (18.21) nè con quella staturale.

La fine della crescita dovrà essere attentamente valutata con specifici esami per poter stabilire la possibilità di ricevere impianti, poichè se si intervenisse precocemente rischieremmo di trovarci con ossa e denti che continuano a crescere e l'impianto, con il dente costruito sopra di esso, che rimane fermo nella sede dove era stato inserito.

RIABILITAZIONE IMPLANTARE

La riabilitazione implanto-protesica nei casi semplici e nei casi complessi.
Dall'impianto singolo all'arcata completa, dall'overdenture su impianti al rialzo del seno.
Analisi dei limiti e delle possibilità attuali in implantologia.

SOLUZIONI IMPLANTARI

L'implantologia costituisce oggi una risorsa terapeutica a cui si fa sempre più ricorso per due motivi:
l'affidablità degli impianti ha raggiunto dei livelli difficilmente ripetibili in altre branche della medicina e dell'odontoiatria ed i pazienti che hanno perso denti si sottopongono a riabilitazioni protesiche tradizionali sempre meno volentieri.
Tutto ciò ha portato l'industria a sviluppare una miriade di sistemi implantari concorrenti con risultati non sempre in linea con quelli della letteratura scientifica di riferimento.

Solo alcune aziende, infatti, hanno coltivato degli standard qualitativi elevati rendendo il lavoro del chirurgo più semplice e ripetibile ed il risultato della terapia più soddisfacente.

La gamma di applicazioni della tecnica implantare si continua ad ampliare ogni giorno e va dalla sostituzione di un dente singolo posteriore alla realizzazione di un ponte su impianti,
dalla sostituzione di un dente frontale con importanti requisiti estetici alla costruzione di una protesi rimovibile ancorata su impianti (e perciò più stabile), fino ad arrivare alla realizzazione di una arcata completa sostenuta solo da impianti.
La varietà di soluzioni disponibili rende quindi l'implantologia una risorsa ineguagliabile per la riabilitazione protesica finale, andando a sostituire in pieno la presenza dei denti naturali.

Il caso più semplice è quello della sostituzione di un elemento singolo.
A seconda delle caratteristiche anatomiche locali e della posizione occupata dal dente perso si sceglierà l'impianto di dimensioni appropriate che consenta una funzione mimetica adeguata.

Un caso più complesso è quello della realizzazione di un ponte protesico su impianti grazie al quale si riesce a colmare l'assenza di due o più elementi dentari fino a riabilitare un'emiarcata completa.
Esiste poi la possibilità di riabilitare un'arcata dentaria completa e questo si può fare con un ponte di protesi fissa su quattro o più impianti che servono da pilastri e che vanno distribuiti nella mascella o nella mandibola in ragione delle limitazioni anatomiche e delle valutazioni funzionali del caso specifico.

Vi è infine la possibilità di realizzare una protesi totale rimovibile ancorata ad impianti che conferiscono alla protesi stessa una particolare stabilità, molto vicina a quella di una protesi fissa, anche in quelle bocche che non possono essere riabilitate con ponte fisso su impianti o su denti naturali.

Questo quadro rende chiaro che l'implantologia può rispondere alle esigenze di un grande numero di individui con un grado di affidabilità molto elevato e un minimo disagio intra e post operatorio.
I requisiti di base rimangono gli stessi di prima e cioè buone condizioni di salute generale, ottima igiene orale e astensione dal fumo di sigaretta o quasi.

DURATA

La durata di una protesi su impianti dipende da molti fattori, di norma tutti nelle mani dei pazienti.

Una volta che un impianto è andato incontro ad osteointegrazione, infatti, la radice in titanio funziona esattamente come quella di un dente naturale essendo sottoposta agli stessi stimoli nello stesso ambiente.

Tempo fa si pensava che sostituendo i denti con problemi parodontali con degli impianti si potesse offrire ai pazienti una soluzione semplice, permanente ed esente da qualsiasi rischio.
Oggi si sa che le cose non stanno esattamente così e che per mantenere un'implantoprotesi efficiente è necessario prendersene cura esattamente come si dovrebbe fare con i propri denti.
I batteri che causano le malattie parodontali, infatti, colpiscono con gli stessi meccanismi anche i tessuti intorno alle viti implantari portandole alla mobilità.

E' evidente perciò che i controlli periodici dall'implantologo, una buona igiene orale domiciliare e professionale e un'attenzione attiva alla propria situazione orale sono indispensabili per la buona riuscita e la durata di un lavoro su impianti.

IMPLANTOLOGIA AVANZATA

Esistono alcune condizioni cliniche che una volta rappresentavano una controindicazione alla soluzione implantare.
Attualmente è possibile inserire degli impianti anche in condizioni di riassorbimento osseo estremo, sia nell'arcata superiore che in quella inferiore.

Spesso quando si perdono denti per motivi parodontali, cioè per la piorrea, la quantità di osso disponibile all'inserimento di un impianto risulta ridotta e rende il lavoro più complesso ma non impossibile.
I sistemi di rigenerazione ossea, infatti, consentono di restituire una parte del tessuto perduto tanto da collocarci una radice artificiale con un costo lievemente maggiore sia in termini biologici che materiali.

Una condizione particolare è quella della mancanza di osso nella dimensione verticale tra l'arcata superiore e il seno mascellare.
In questi casi si deve ricorrere alla cosiddetta "elevazione del pavimento del seno mascellare" che consiste nello spostamento verso l'alto della membrana interna del seno al fine di sfruttare in altezza lo spazio di questa cavità.
Si tratta di un intervento chirurgico molto delicato e sofisticato che se eseguito da mani esperte ha un buona percentuale di successo e permette di masticare con dei molari superiori fissi invece di ricorrere alla protesi rimovibile.

Nell'arcata inferiore, invece, quando ci si trova di fronte ad un osso con uno spessore residuo limitato si ricorre all'espansione di cresta, cioè alla frattura intenzionale del margine osseo con l'inserimento dell'impianto all'interno dell'osso con uno spessore aumentato.

IMPLANTOLOGIA MODERNA

La perdita dei denti è prima di tutto la perdita del proprio sorriso.

Il nostro obiettivo è quello di evitare ai nostri pazienti il ricorso alle protesi mobili, da sempre causa di disagi psicologici ed impedimenti sociali.
Che siano totali o parziali, in metallo o in resina.

Oggi, grazie all'implantologia, anche quando si perdono tutti i denti, a causa di piorrea o di carie che distruggono i denti naturali e i pilastri dei ponti, è ancora possibile costruire delle protesi fisse che restituiscano non solo il sorriso ma anche il piacere di mangiare e di parlare correttamente.

L'implantologia moderna vanta oggi 50 anni di storia, di cui venti di sperimentazione ed altri trenta di esperienza clinica in tutto il mondo.
In questo arco di tempo la ricerca ci ha messo a disposizione materiali e tecniche sempre più efficaci, così da rendere possibili interventi chirurgici della durata di pochi minuti senza uso di bisturi e di punti oppure interventi di più lunga durata in anestesia totale, tutti con ottimi risultati.

CHIRURGIA IMPLANTARE

Nell'ambito della chirurgia impiantare esistono diverse soluzioni.

Chirurgia senza lembo:
se vi è osso sufficiente si procede senza incidere i tessuti facendo un foro nella gengiva, attraverso il quale si introduce l'impianto nell'osso.
Il tutto in pochi minuti e con poche gocce di anestesia.

Chirurgia post estrattiva:
in caso di estrazione di uno o più denti si può sostituire immediatamente la radice persa con un impianto e spesso ricorrere nella stessa seduta, se il dente estratto è in zona estetica, alla funzione immediata; si può quindi connettere all'impianto inserito nell'osso un dente in resina bianca che sostituisca il dente appena estratto conservando l'estetica del sorriso.

Chirurgia rigenerativa:
nei casi di osso insufficiente, si posizionano gli impianti in posizione corretta (dove erano i denti da sostituire), facendo ricrescere l'osso perduto intorno agli impianti.
Assolutamente indolore, necessita dell'assunzione di farmaci per alcuni giorni.

Rialzo del pavimento del seno mascellare:
a causa della perdita dei molari superiori e della tendenza del seno mascellare ad espandersi, spesso non vi è osso sufficiente per mettere gli impianti nelle zone postero superiori.
L'intervento consiste nel creare spazio al di sotto della membrana di rivestimento dalla cavità sinusale, inserendo dei materiali con proprietà osteo induttive che in 6 mesi si trasformano in osso adatto a ricevere degli impianti.
E' un intervento a torto temuto dai pazienti. Infatti l'esperienza clinica e l'uso di un bisturi osseo ad ultrasuoni hanno portato negli ultimi anni a delle percentuali di successo del 99%.
Necessita di attenzioni particolari nel post operatorio, quale per esempio quella di non prendere l'aereo per 3 settimane.

Chirurgia ossea con innesti:
in caso di forti atrofie ossee per traumi o per edentulie di vecchia data, si ricorre alla rigenerazione di osso prima di inserire impianti.
Sono gli interventi più complessi che solo in pochissimi casi richiedono l'anestesia totale e molto raramente prelievi di osso da altre sedi, come l'anca o la teca cranica.

Chirurgia estetica:
è la corretta gestione chirurgica dei tessuti molli intorno ai denti ed agli impianti, che conferisce alla protesi un aspetto naturale.
Abbinata all'uso di corone in ceramica integrale consente di avere ricoperture di denti o impianti perfettamente mimetizzate e non distinguibili dai denti naturali.

Chirurgia assistita dal computer:
è l'acquisizione più recente e rivoluzionaria.
Grazie ad una doppia scansione TAC ed ad un sofisticato programma di computer (software) si crea un modello in 3 dimensioni dell'osso del paziente e della sua futura protesi.
Si pianifica la posizione degli impianti e grazie ad una guida chirurgica in resina è possibile inserire fino a 10 impianti in meno di un ora e consegnare al paziente una protesi fissa nella stessa giornata.
Il tutto senza punti senza gonfiore e senza alcun dolore. In particolare nella nostra attività ci avvaliamo della tecnica Nobel Guide messa a punto dalla Nobel Biocare che produce anche gli impianti con più lungo follow up e con più studi clinici alle spalle.

SEDAZIONE PER I SOGGETTI ANSIOSI

Per i casi di pazienti in cui l'aspetto ansioso del problema dentale è l'ostacolo più difficile da superare per riavere il proprio sorriso, si può ricorrere alla sedazione ambulatoriale con la presenza di un anestesista a fianco del chirurgo.
Questi tiene il paziente in uno stato di veglia collaborativa, ma completamente privo di ansia. Nei pazienti che non riescono neanche ad aprire la bocca di fronte ad un dentista, si può ricorrere all'anestesia totale in regime di day-hospital.
Il paziente può tornare a casa la sera stessa dell'intervento.

Ecco alcuni video:



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PARODONTOLOGIA
La parodontologia è la branca della medicina che ha il compito di prevenire l'insorgenza della malattia parodontale e di curare i danni da essa provocati. La malattia parodontale colpisce i tessuti di sostegno dell'elemento dentario e si divide in:
  • GENGIVITE: quando è limitata ai tessuti marginali
  • PARODONTITE: quando colpisce anche i tessuti profondi (osso)
Vengono curate le affezioni delle gengive e dell'osso sottostante attraverso tecniche sia di tipo non chirurgico (misurazione delle tasche, ablazione del tartaro o scaling) che di tipo chirurgico, quando la malattia è in stato avanzato (resettive e ricostruttive con materiali bio-compatibili).
Ciò per aumentare la durata dei denti o correggere difetti e inestetismi delle gengive. I denti trattati per malattia parodontale spesso appaiono più lunghi creando qualche disagio estetico ma è un compromesso ampiamente ricompensato dalla riconquista della salute orale e dalla possibilità di mantenere i propri denti.

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CHIRURGIA ORALE
Con la chirurgia orale si ripristina la salute del cavo orale.
I principali interventi di chirurgia orale attuabili ambulatorialmente sono:
  • estrazione di denti del giudizio
  • estrazioni dentarie
  • incisione di ascessi
  • enucleazione di cisti
  • apicectomia (asportazione dell'apice di una radice infetta)
  • chirurgia preprotesica: per migliorare la morfologia e la qualità di tessuti duri e molli, in relazione alla protesi che dovranno accogliere.
  • innesti ossei:si rendono necessari se, ai fini del posizionamento di un impianto, non si dispone di dimensioni ossee adeguate. Rientra in questo tipo di intervento il Rialzo di Seno Mascellare.Grazie alle tecniche più innovative e agli anestetici moderni gli interventi di chirurgia orale, una volta ritenuti dolorosi e spiacevoli, si possono eseguire in modo assolutamente indolore.
  • Fanno parte della chirurgia orale anche le biopsie, le asportazioni di alcune neoformazioni dei tessuti molli (fibromi, angiomi, etc...) e piccoli interventi (frenulectomia, gengivectomia, allungamenti di corone cliniche).


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ESTETICA DENTALE
E' possibile procedere allo sbiancamento dei denti, con prodotti sicuri e certificati, assolutamente non dannosi.
Si inizia con un getto di bicarbonato (Air Flow)per eliminare macchie e placca, poi si applica un gel sbiancante contenente alte concentrazioni di perossido d' idrogeno o di perossido di carbamide, sostanze che a contatto con la superficie dentale liberano ossigeno e di conseguenza ossidano le sostanze colorate eliminandole. Questo gel viene fotoattivato da speciali lampade che permettono la diminuzione dei tempi di contatto e ne aumentano l'efficacia.
E' consigliato l' uso domiciliare di dentifrici sbiancanti e mascherine con gel sbiancante a concentrazione bassa di perossido d'idrogeno o di carbamide per un migliore risultato.
Per gli inestetismi più gravi si eseguono faccette estetiche adesive in resina o porcellana o corone di ricopertura in ceramica.
Si possono anche incollare pircing (brillantino sul dente) senza rovinare lo smalto dei denti.

RADIOLOGIA
Si ha la possibilità di fare radiografie endorali in entrambi gli studi, sia in quello di chirurgia orale sia in quello di conservativa-endodonzia per lo studio delle varie patologie riguardanti i denti o strutture circostanti.

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ORTODONZIA ADULTI E BAMBINI
Negli ultimi anni sono sempre di più gli adulti che si sottopongono a trattamenti ortodontici per migliorare masticazione ed aspetto estetico, purtroppo a causa delle ossa già completamente formate, la durata del trattamento è superiore a quella di un analogo trattamento effettuato su soggetti adolescenti.

L'ortodonzia è il ramo dell'odontoiatria che si occupa della correzione della posizione dei denti, della cura dei disturbi di crescita dei mascellari e dei difetti di sviluppo della dentizione; più in generale si occupa del miglioramento della masticazione, della respirazione e dell'estetica.

La presenza di denti anteriori disallineati o sporgenti, oltre ad alterare l'estetica del sorriso può porte alla comparsa di problemi nella masticazione oltre che problemi di carattere conservativo come l'aumento di carie.

Nel caso di bambini e adolescenti, il trattamento ortodontico oltre a prefiggersi gli stessi obiettivi dell'ortodonzia dell'adulto, ha il compito di prevenire gli eventuali disallineamenti dei denti e di correggere, se necessario, le alterazioni di crescita delle ossa mascellari e della mandibola. Gli apparecchi ortodontici vengono selezionati dall'ortodontista in relazione allo specifico obbiettivo di trattamento, che potrà anche essere uno stadio intermedio della correzione.


Ortodonzia mobile
L'apparecchio mobile è usato generalmente nella prima fase di trattamento nei bambini, per espandere il palato o guidare la masticazione in maniera corretta e, ancora, per correggere abitudini viziate come succhiare il dito o respirare con la bocca aperta.

Ortodonzia fissa
L'apparecchio fisso è usato principalmente dagli adolescenti quando tutti i denti permanenti sono presenti. Consistono di attacchi (detti anche brackets) incollati sui denti; ogni attacco è unito agli altri da un filo metallico che sarà modellato e sostituito durante le visite di controllo.

Ortodonzia Estetica
Per ortodonzia estetica si intende un approccio al trattamento dei disallineamenti dentali con apparecchi che si notano meno rispetto ai metallici e sono in ceramica (di colore simile a quello dei denti). Esiste anche l'apparecchio linguale che viene posizionato sulla faccia interna dei denti, rivolta alla lingua ma non e' sempre compatibile con tutti i casi clinici.

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PROTESI FISSA E MOBILE
La protesi mobile comprende la protesi totale (overdenture) con denti in resina o in porcellana, protesi scheletrate con ganci o attacchi e protesi scheletrate su impianti.
Le protesi mobili sono fissate ai denti residui o appoggiate alle gengive nel caso in cui i denti siano del tutto mancanti.
Lo svantaggio di tali protesi è che tendono ad avere un'azione negativa nei confronti dei denti da cui sono supportate, i quali sono costretti a carichi e forze anomale che ne possono compromettere la stabilità.
Ovviamente maggiore è il numero dei denti presenti e maggiore sarà la stabilità della protesi. Mentre nel paziente completamente edentulo la protesi mobile è detta "totale" ed appoggia e si sostiene completamente sulla mucosa che ricopre le arcate ossee prive di denti. Tra i vantaggi che annoverano le protesi mobili vi è quello della facilità alla pulizia ed all'igiene domiciliare quotidiana sia della protesi che del cavo orale. Inoltre sono generalmente più economiche rispetto ad una protesi fissa tradizionale o su impianti. Tra gli svantaggi abbiamo il fatto che le protesi mobili sono più ingombranti e più fastidiose rispetto alle protesi fisse. Inoltre nel caso in cui queste protesi si appoggino sulla mucosa della bocca talvolta possono determinare delle piccole ferite di decubito che necessitano di modifiche alla protesi per poter guarire.
La protesi fissa si differenzia dalle protesi dentarie mobili proprio per il fatto che non è possibile per il paziente rimuovere la protesi dal cavo orale, proprio perchè la protesi fissa è "cementata" ai denti naturali del paziente o avvitata agli impianti.
Le corone prevedono una armatura interna metallica (struttura) realizzata principalmente in lega aurea, palladiata o titanio, il rivestimento estetico esterno di tali protesi di solito è la porcellana, per via delle sue particolari peculiarità estetiche e di durezza. Oggi esistono anche corone metalfree (senza metallo) la cui struttura interna che è di colore del dente ed è costituita da zirconio o disilicato di litio verrà poi ceramizzata. Queste corone consentono di risolvere numerosi problemi legati alle allergie da metalli e soprattutto di migliorare notevolmente l'estetica dei nostri denti che assomiglieranno sempre più a quelli naturali dei pazienti.

Protesi fisse su denti naturali
La protesi fissa consente di sostituire i propri denti mancanti a causa di carie oppure mancanti a causa di estrazioni, o per cause genetiche oppure a seguito di traumi (esempio incidenti stradali ecc.), per mezzo di protesi comunemente chiamate ''corone'' (nel caso di protesi su un singolo dente ) e di ''ponte'' (nel caso di una protesi fissata ed appoggiata su due o piu' denti naturali ). Ovviamente si differenzia dalle protesi dentarie mobili proprio per il fatto che non è possibile per il paziente rimuovere la protesi dal cavo orale perchè la protesi fissa è "cementata" ai denti naturali del paziente.

Le Faccette sono dei sottili gusci di ceramica o di altro materiale estetico, dello stesso colore dei denti naturali, che vengono cementate direttamente sul dente naturale dopo averlo leggermente preparato al fine di migliorarne l'estetica . Nel caso in cui si debbano ricostruire dei denti con questo metodo, usato essenzialmente per gli incisivi, è indispensabile utilizzare delle tecniche e dei materiali che diano dei risultati assolutamente estetici. Correggere gli inestetismi con le faccette è una delle tecniche più valide. Il risultato estetico risulta nella maggior parte dei casi molto soddisfacente. Le faccette possono essere di ceramica o di resine composite. Le faccette in ceramica hanno un aspetto molto simile a quello dei denti naturali e mantengono nel tempo colore e lucentezza iniziali. Il colore scelto sarà il più simile a quello degli altri denti presenti in bocca.

La procedura prevede la costruzione di un sottile strato di porcellana dello stesso colore dei denti naturali del paziente e con una forma idonea a migliorare l'estetica dei denti e quindi del sorriso. Il dente interessato viene preparato limando un sottile strato di smalto di circa 0,7 mm., per poter alloggiare lo spessore della faccetta. Questa preparazione può essere fatta in anestesia. Viene poi rilevata un'impronta del dente in modo da ottenere un modello sulla base del quale costruire in laboratorio la faccetta. Le faccette, una volta applicate al dente, sono molto resistenti e durature nel tempo.

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GNATOLOGIA
La gnatologia , è la branca dell'odontoiatria che si occupa dei problemi masticatori legati ad una cattiva occlusione ed agli effetti negativi che ciò comporta a carico delle articolazioni temporo-mandibolari e di altri apparati del corpo. Spesso i sintomi associati a queste sindromi algico-disfunzionali sono cefalea, emicrania, cervicale, lombosciatalgia, ecc., e si sviluppano quando un'errata occlusione, unita il più delle volte allo stress, costringe la bocca ed il sistema posturale a sopportare posizioni non corrette che sfociano in algie e dolori.

Un'altra comune manifestazione "para-funzionale" trattata dalla gnatologia è il bruxismo, ovvero il digrignamento dei denti, che spesso avviene durante il sonno e rappresenta un serio pericolo per l'integrità dei denti(usura prematura degli stessi) e delle articolazioni temporo-mandibolari, che possono gradualmente usurarsi fino a presentare dei rumori di scroscio a livello delle orecchie, o, nelle fasi più gravi, una limitazione nei movimenti associata a forti dolori.

Spesso la terapia di queste disfunzioni si realizza con la costruzione di un byte che aiuta la bocca a "ritrovare un equilibrio", e dopo un attento ed accurato studio che permetterà la sistemazione dell'occlusione stessa, si potrà giungere al successo clinico in una altissima percentuale di casi.

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